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ArgeAlp
Hintergrundmotiv

“In seguito alla conferenza la Dr. Beate Merk, Ministro bavarese per gli affari Europei, ha premiato i vincitori dell'edizione 2017 del premio Arge Alp dal titolo "Integrazione nell'arco alpino". Il premio va ai progetti innovativi per l'integrazione nell'arco alpino che promuovono l'incontro e la comprensione fra persone di diversa provenienza nell'arco alpino. I tre premi principali con un montepremi di rispettivamente 6000 Euro sono stati assegnati a progetti in Baviera, Grigioni e Tirolo. Altri sei progetti di integrazione hanno ricevuto il premio di riconoscimento pari a 1000 per ogni premio. Con un procedimento a più fasi, le giurie regionali prima e poi quella internazionale hanno selezionato i progetti particolarmente validi.”

Vincitori PREMIO ARGE ALP 2017 - „Integrazione nell’arco alpino“

Premi principali:

Baviera A.L.M. (Alpi. Vita. Uomo.)
Si tratta di un progetto comune portato avanti dall'associazione Malteser Hilfsdienst e.V. e dal Club Alpino tedesco (DAV) che mira a rendere possibile l'integrazione nell'arco alpino delle persone con un background di migrazione e in particolare i profughi con una prospettiva di soggiorno.  Contemporaneamente si vuole creare una consapevolezza per le condizioni naturali di vita nelle Alpi e sensibilizzare le persone riguardo alle questioni ambientali. L'integrazione avviene in questo progetto tramite l'interazione sia con la popolazione locale - vivendo insieme la montagna - sia con il delicato habitat delle Alpi. L'obiettivo é quello di trascorrere insieme il maggior tempo possibile in montagna, con escursioni, arrampicate, percorsi natura o musei all'aperto.
La giuria ha apprezzato in questo caso soprattutto l'approccio dell'integrazione tramite l'interazione. L'offerta è aperta a tutti, non tecnica e transfrontaliera, dal momento che si organizzano anche escursioni nel Salisburghese o in Tirolo. É prevista un'ulteriore cooperazione transfrontaliera. Il progetto vive dell'impegno volontario dei partecipanti e si presta ad essere realizzato anche in altri contesti. In primo piano si pone la condivisione e non l'aiuto, che a volte (ma non in questo caso) può essere percepito come "proveniente dall'alto". Grazie all'incontro paritario si creano nuove reti che possono avere anche risvolti positivi, come per es. l'offerta di un posto di lavoro. Anche la cooperazione di due associazioni fondamentalmente diverse é piaciuta molto alla giuria.

Grigioni: Ospitalità senza confini in una Davos aperta
L'associazione IG Offenes Davos aiuta i richiedenti asilo e i profughi a trovare la soluzione ai propri problemi quotidiani. Ogni anno organizza più di 70 eventi culturali e contemporaneamente é punto di riferimento per la popolazione locale.  In questo modo l'associazione promuove l'interconnessione e lo scambio sul posto e riunisce le iniziative di impegno civico sotto un unico tetto.
Il progetto coinvolge quindi davvero la comunità paesana. Per la giuria questo progetto mette bene in evidenza che le istituzioni sono importanti ma che non possono riuscire a fare tutto da sole. L'integrazione ha bisogno di occasioni, che però non rimangono all'interno dell'associazione, bensì si creano su tutto il territorio comunale. L'affiancamento di società civile ed economia dà i suoi frutti.  Anche la pagina internet ben fatta e la comunicazione spronano a partecipare a questo progetto, che mostra chiaramente quanto il successo dell'integrazione dipenda anche dalla società di accoglienza.

Tirolo: I mobilitatori – una rete in movimento
Il progetto mira a migliorare la mobilità degli abitanti dei villaggi tirolesi più isolati.  Si vuole così agevolare la partecipazione alla vita sociale in particolare di immigrati e profughi e quindi promuovere l'integrazione nei villaggi. Il progetto si rivolge però anche a tutti gli abitanti dei villaggi che hanno bisogno di maggiore mobilità. L'idea é semplice: si apre la porta della propria automobile facendo salire qualcuno e dandogli un passaggio. In questo modo si ravviva anche quella che era una vecchia tradizione paesana: prima infatti era una cosa scontata dare dei passaggi ai propri compaesani.
La giuria con questo progetto ha voluto premiare l'originalità dell'idea, che crea anche, grazie ad incontri molto ravvicinati e prolungati, una profonda dimensione di fiducia. L'antica filosofia secondo la quale non tutti hanno tutto e per questo si condivide è espressa molto bene in questo progetto, che recupera l'attuale idea della cosiddetta "sharing-economy".

Premi di riconoscimento

Salisburgo: Caffé linguistici Sankt Michael e Tamsweg
In questo caso di tratta di due caffè linguistici come validissimo metodo per imparare una nuova lingua e al tempo stesso conoscere varie culture e fare esperienza di realtà politiche, religiose e personali diverse.
Gli "effetti collaterali" desiderati quali gite comuni, workshop, presentazioni, attività per approfondire la conoscenza della regione hanno colpito la giuria.

S. Gallo: Villaggio delle noci Frümsen
Nel 2010 a Frümsen è stato creato un giardino unico nel suo genere a livello nazionale con varie specie di alberi di noce che persegue l'obiettivo di salvaguardare l'albero di noce, minacciato di estinzione. L'associazione “Villaggio delle noci Frümsen” cura questo giardino e vivacizza la cultura del paese tramite attività comuni. La giuria in questo caso ha apprezzato particolarmente il fatto che tutta la comunità del villaggio, giovani e anziani, popolazione locale e immigrata, viene coinvolta nella salvaguardia della biodiversità.

Alto Adige: Book a Cook
Ospiti dall'Alto Adige invitano cuochi dall'Africa, Asia o America Latina a casa propria.  L'associazione Empezamos stabilisce il contatto. Tutti i commensali mangiano insieme e così abbattono le barriere e i pregiudizi culturali.
Alla giuria è piaciuto il fatto che il momento del cucinare insieme dà origine a interessanti dialoghi e nuove amicizie, dal momento che aprire la porta di casa propria o entrare in una casa sconosciuta richiede una certa fiducia.  

Ticino: Progetto di socializzazione BAOBAB
Il progetto offre supporto alle famiglie socialmente vulnerabili, sia che si tratti di immigrati che di popolazione locale. Il centro é accessibile per bambini accompagnati dai genitori o da altri membri della famiglia. Nel centro di socializzazione BAOBAB le famiglie si supportano a vicenda.
La giuria ha apprezzato particolarmente l'approccio interdisciplinare e la molteplicità delle attività. Si organizzano infatti pasti comuni, corsi di italiano soprattutto per madri di famiglie immigrate, mentre i bambini durante la lezione sono accuditi dalle altre mamme e dal personale locale, un cineforum e corsi di cucito.

Trentino: sotto lo stesso cielo
Un’esposizione permanente sul tema "il mondo delle religioni" diventa luogo di incontro di rappresentanti delle religioni presenti nella regione che credono nel dialogo e si impegnano per una buona convivenza. L'esposizione offre scorci di quelli che sono i punti in comune e le divergenze fra le grandi religioni e facilita la comprensione per i credi differenti dal nostro. L'esposizione finora é stata visitata da migliaia di persone, in particolare alunni delle scuole e interessati di ogni età.
Il progetto convince perché presenta la dimensione della fede come un'opportunità per rafforzare la coesione sociale.

Vorarlberg: L'integrazione riesce quando…
L'associazione SC Elektro Graf Hatlerdorf Dornbirn si occupa di favorire l'integrazione in modo strutturale tramite l'impegno sportivo. In ciascuna delle 16 squadre dell'associazione 2-3 posti vengono lasciati liberi per i giocatori rifugiati. I giocatori sono affiancati da guide e da mentori.
La giuria apprezza il fatto che "associazione" in questo caso non significhi soltanto fare attività sportiva ma anche allacciare contatti. La vita associativa non é fatta soltanto di sport, essa offre spazio per scambi tra popolazione locale e immigrata.

  • Geschäftsführung ARGE ALP
  • Amt der Tiroler Landesregierung
  • Tel: +43 (0)512 582304234
  • Web: http://www.arge-alp.org